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Politica Nazionale

NUCLEARE, TRA OPPORTUNITA’ E DEMAGOGIA

Irresponsabilità dei dirigenti, problemi di progettazione ed una simulazione di guasto non adeguatamente gestita provocarono la fusione del nocciolo nel reattore numero 4. Era il 26 aprile 1986 e tutti ricordano quell’evento come il disastro nucleare di Cernobyl. Mesi dopo i cittadini italiani furono chiamati ad un referendum abrogativo. Sull’onda della paura e dell’emotività vinsero i “si”, l’Italia rinunciò all’approvvigionamento energetico nucleare.

Sono passati 24 anni e l’Italia si appresta a dover nuovamente decidere: nucleare si o nucleare no? La questione è più che mai delicata eppure non sembra che ci sia serietà e coscienza nelle parole e nella “informazione” che circola in questi giorni.

Accade così che lo spauracchio del Giappone venga usato in modo improprio al fine di influenzare nuovamente i cittadini. Il risultato è un dilagare di disinformazione che unito alla paura rischia di far perdere di vista il buon senso e la serenità che dovrebbe accompagnare ogni scelta seria, delicata e importante come quella del nucleare.

Facciamo un passo indietro e cerchiano di fare chiarezza su quanto accaduto in Giappone. Le condizioni che hanno compromesso una parte del funzionamento delle centrali nucleari sono di estrema unicità. Il problema dipende da un’anomalia di funzionamento verificatosi nel sistema di refrigerazione. Al momento non è ben chiaro se questo sia dipeso da un guasto meccanico oppure dal miscelamento di acqua con il combustibile. Ciò che è certo è che tutto è nato dallo tsunami che è seguito al terremoto. Non parliamo di un “normale” tsunami ma di una massa d’acqua di 10 metri che si è spostata alla velocità di oltre 750 km/h. Queste condizioni, è bene sottolinearlo ancora una volta, sono molto rare e non possono verificarsi in Italia.

Fatta questa premessa doverosa non posso che rimanere interdetto per il ruolo che sta giocando una parte dell’informazione. Sono dell’idea che sia necessario affrontare e discutere sulla base di considerazioni oggettive, senza lasciare spazio alla demagogia e senza inculcare timori e paure fondate su considerazioni fuorvianti ed errate. La convenienza di un investimento si valuta sulla base di un’analisi dei costi, dei tempi e dei benefici. Oggi tutto questo non avviene.

Da cittadino mi sarei aspettato una politica di informazione non ideologica e non demagogica. Avrei voluto ascoltare proposte serie che magari spiegassero ai cittadini in modo completo perché l’utilizzo delle centrali sia conveniente o perché non lo sia; perchè i paesi più sviluppati al mondo continuino ad investire nel nucleare; oppure perché esista un’idea così contrastante tra chi sostiene che le energie rinnovabili siano sufficienti a soddisfare il fabbisogno energetico e chi sostiene l’esatto opposto.

Insomma avrei voluto assistere ad una informazione responsabile. Sarebbe stato auspicabile che venisse dato ai cittadini la serenità e la conoscenza necessaria per decidere senza lo spettro di una ingiustificata e irrazionale paura. Peccato dover prendere atto che si sia persa ancora una volta l’opportunità di confrontarsi in modo costruttivo.

Angelo COLUMBO

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Discussione

6 commenti a “NUCLEARE, TRA OPPORTUNITA’ E DEMAGOGIA”

  1. “Lo spauracchio del Giappone è stato usato inopportunamente” … però è un dato di fatto … ossia è successo … e non è detto che si ripeta in un’altra centrale con danni inimmaginabili …. migliaia di anni di interdizione dalle zone radiattive, senza contare gli effetti sugli sciagurati che vengono colpiti …. ma perchè? In nome di cosa? Di produrre un 10% in più del fabbisogno nazionale? Certamente i cittadini non hanno le competenze … e i politici? Ma hai visto i nomi di chi fa parte della commissione nucleare in Italia. Nel nucleare investono solo quei governi “da terzo mondo” … Turchia, Cina, Iran .. Italia … i governi “più evoluti” tipo Svezia, Svizzera, Olanda, Belgio, etc. etc. avevano già deciso di abbandonare il nucleare già decenni fa, la Germania non ne costruisce più e adesso senza tante polemiche ha deciso di chiudere gli impianti più vecchi … giusto la Finlandia si è intruppata nella centrale di Olkiluoto dove ormai i costi sono così raddoppiati che non si saprà mai se avrà una fine questa centrale …adesso, caso Finlandia a parte dove sono queste nazioni che stanno investendo sul nucleare? Poi scusa … ma se è stato ampiamente dimostrato che non sono economicamente vantaggiose (internet è pieno di esempi per chi vuole approfondire) per le bollette e per i cittadini ma solo per chi le autorizza e le costruisce … non basta questo a dire “che le facciamo a fare?”. Io adesso comincio a non capirne più la logica … anche di chi è favore … sono a favore se ne traggo benefici .. i benefici tratti (ammesso che ce ne siano) sono esigui e siamo tutti con una spada di damocle sulla testa… allora? Cioè .. ma abbiamo perso l’ultimo baralume di buonsenso?
    Faccio se conviene alla collettività.. se non conviene no faccio … mettendo al primo posto la vita della comunità, non gli interessi di pochi a danno dei molti perchè i soldi per la sua realizzazione li usciamo noi e ci rientreranno in 30 anni (ad essere ottimisti) poi intanto diventa vecchia ed è da dismettere e questo è anche facilemnte reperibile senza esser eun ingegnere nucleare… poi ho già citato l’esempio della fuga di acqua della centrale in Ontario … facciamo finta di niente? Chi se lo mangerà quel pesce radiottivo? Può essere che tanto gira finchè capita nella nostra pancia … e lì non ci sono stati terremoti … vediti gli effetti della centrale di Garigliano sul territorio circostante, io sono rimasto schifato … sono le stesse centrali nucleari definite vecchie .. al pari di quelle che costruiremo e saranno definite vecchie fra 30 anni … alla fine la radiottività non conosce la parola “vecchiaia” se non nell’arco di mille anni …
    La domanda è sempre quella .. il gioco vale la candela?

    Scritto da Giuseppe | 19 marzo 2011, 09:04
  2. L’autore dell’articolo è il sottoscritto.
    Il motivo per il quale ho citato l’esempio del Giappone è perchè oggi è l’esempio inopportunamente usato da coloro che sono contro il nucleare. Anche io lo giudico un esempio riduttivo, incompleto e fuorviante ed è lo stesso motivo per il quale mi schiero contro chi sta usando questo mezzo per terrorizzare i cittadini. Lo spauracchio del Giappone è astutamente usato da coloro che vogliono condizionare il risultato del referendum che si voterà tra qualche mese. Referendum che tra l’altro reputo assolutamente inopportuno perchè ritengo che decisioni importanti come quelle del nucleare non possano essere prese da chi non ha la conoscenza e la competenza per farlo. E a mio modesto parere i cittadini non hanno queste conoscenze e competenze.
    Sono 40 anni che le nazioni più sviluppate al mondo investono nel nucleare senza avere problemi e non ho mai sentito nessuno lamentarsi, quindi non riesco a capire a cosa esattamente tu faccia riferimento.
    Chiarito tutto questo continuo a ribadire che, viste le condizioni nelle quali siamo stati messi, avrei voluto ascoltare dibattiti più completi di informazioni.

    Scritto da Angelo | 18 marzo 2011, 21:25
  3. Per carità … io non sono nè un geologo, nè un ingegnere nucleare, nè tantomeno nessuno per argomentare pro o contro …. io personalmente sono contro … gli effetti delle radiazioni sono sotto gli occhi di tutti quelli che vogliono cercare argomentazioni non indotte … proprio ieri c’è stata una fuga di liquido “innocuo” (ufficialmente) da una centrale nucleare dell’Ontario riversata nell’omonimo lago (non se ne parla molto chissà come mai? Che interessi ci sono dietro?)… il problema non sono solo i terremoti … sono anche le siccità, le alluvioni, e tutti gli eventi naturali e non imprevedibili (errore umano compreso) … alla fine da ignorante mi sono chiesto … il gioco vale la candela? Mi sono risposto no …. senza essere legato al fatto del Giappone .. come credo ha fatto l’autore dell’articolo che non condivido nella maniera più assoluta visto che si parte solo da quello che è successo in Giappone … E poi conviene economicamente? La risposta di chi ci è già passato è stata NO … a meno di altri fattori di tipo “business” per il governo che lo impone …
    Quindi argomentare solo legandosi al fatto che è capitato in Giappone significa avere una visione molto parziale della cosa, è riduttivo, incompleto e furoviante!

    Scritto da Giuseppe | 18 marzo 2011, 20:02
  4. Giuseppe lo dici tu, so già tutto quindi non capisco a quale fine debba essere impostato un dibattito!!
    Ciò detto è sufficiente informarsi per rendersi conto che non sono io a dire che terremoti così forti non sono possibili in Italia. Io mi limito a riportare il parere di esperti che basano le loro ricerche su studi scientifici. L’Italia è posizionata vicino il confine tra due placche tettoniche; al contrario del Giappone che si trova praticamente su 4 placche. Mi fa però piacere che di tutto l’articolo tu abbia colto l’aspetto che meno si presta ad un confronto. Forse ti mancano argomentazioni?

    Scritto da Angelo | 17 marzo 2011, 21:59
  5. Questo articolo è un esempio di demagogia!
    Quando si deice: “Queste condizioni, è bene sottolinearlo ancora una volta, sono molto rare e non possono verificarsi in Italia.” è un esempio di uuna occasione di dibattito già persa in partenza visto che dopo Dio .. viene l’autore dell’articolo (che sa già tutto)!

    Scritto da Giuseppe | 16 marzo 2011, 15:53
  6. Io penso che ci sia qualcosa che non và, ovvero questa catastrofe che sta avvenedo in Giappone, così come quella avvenuta nel ’86, ci devono far riflette solo su una cosa: in caso di incidente non è facile tenere sotto controllo la situazione.
    Detto questo l’Italia può anche scegliere il “no” al nucleare, però deve anche considerare:
    1. che in ogni caso siamo circordati dalle c.n. di Francia, Svizzera, Germania, ecc.;
    2. se non si vuole il nucleare si deve investire in una altra fonte e sino ad oggi l’Italia ha continuato a comprare energia elettrica dai paesi stranieri e ha investito pochissimo sia nelle fonti naturali che nello studio di altre energie alternative

    Scritto da Francesco Dell'Aglio | 16 marzo 2011, 09:26

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